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  Stranicristiani [ Il blog ufficiale dell'associazione culturale "Puzzle - richiami fluidi". Giudizi di una compagnia cattolico- libertaria. Affezione, poesia, fantasia. Con un grazie a don Giussani ]
         








Il blog e l'associazione che lo
promuove hanno aderito al "Family Day"
del prossimo 12 maggio.
Vi invitiamo a fare altrettanto






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"PUZZLE-richiami fluidi" ha aderito al
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aderiscono alla campagna
per la moratoria della pena di morte






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Stranicristiani è una delle iniziative di
"PUZZLE-richiami fluidi".
Il blog è curato da MARCO MARGRITA.
Quanto è scritto o scelto è frutto del lavoro di una compagnia.
Un grazie particolare agli amici:
PIERO VAISITTI, GIADA LONGO,
MICHELE PIERRO, EMILIANO LECCESE,
ROBERTO M. CANTONE, FABRIZIO BOSIO,
GIOVAMBATTISTA CILIBERTO, ALBERTO TESSA,
GIGI BORGIS, FRANCESCO FEROLDI,
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22 marzo 2009

GIAVENO, 30 MARZO : INCONTRO CON MASSIMO INTROVIGNE

 
in collaborazione con:
Associazione Genitori A.Ge. Val Sangone
Associazione Maria Madre della Provvidenza onlus, sede Val Sangone - Daniele Giuliano
Associazione "Spazio Libero" - Bruino

con il patrocinio della Città di Giaveno


L'associazione culturale "Puzzle - richiami fluidi" ed il blog "Il Sasso nello Stagno"


Lunedì 30 marzo
Sala Consiglio Città di Giaveno
Palazzo Asteggiano


ore 21

organizzano

l'incontro con il prof. Massimo Introvigne

"Benedetto XVI e la speranza dell'Europa. L'enciclica 'Spe salvi' "


introducono e presentano
Marco Margrita ed Alessandro Vacchiotti


a tutti i partecipanti in omaggio saggio del relatore sul tema




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16 ottobre 2008

NOTIZIE MMP - MOSTRA TAVOLE SACRE LUCETTA VAGNINO

 COMUNICATO STAMPA


LE PREZIOSE TAVOLE SACRE DI LUCETTA VAGNINO
ALLA SALA COLONNE DELLA FACOLTA’ DI ARCHITETTURA
IL RICAVATO IN BENEFICENZA
PER IL PROGETTO “CENTRO GIORGIO VALSANIA - IL VOLO”



Con i prestigiosi patrocini del Politecnico, della Regione Piemonte e della Città di Caselle Torinese, con il sostegno di Banca Generali, l’artista Lucetta Vagnino propone le sue “tavole sacre”, nella mostra “ABWUN” (Padre Nostro in aramaico), alla Sala delle Colone al Castello del Valentino (viale Mattioli, 39 – Torino). Opere preziose e segno efficace del “bello splendore del vero”. Oggetti di valore e valori. Composti, con lunghi tempi di lavoro, grazie alla sintesi, su tavole in legno laminate in oro, di un delicato e luminescente mosaico in giaietto (interamente posato, con lavoro certosino, un’unità alla volta) e di pietre e immagini o medagliette in sbalzo (ottone, rame, argento). Un “tutto armonico” che ben significa l’essere luminosi esempi dei santi.
Particolarmente adeguata, quindi, la scelta di associare a questa mostra al progetto "Centro Giorgio Valsania "Il Volo" per persone in stato vegetativo e minima coscienza, che la sede di Caselle di Maria Madre della Provvidenza – onlus, che inizierà la costruzione nel mese di novembre 2008. Intitolandolo, il centro, al giovane “volato in cielo” Giorgio Valsania, anch’egli “luminoso esempio” di gioia e bontà.
Il vernissage della mostra si terrà martedì 21 ottobre, alle 18.
La voce di Marcella Ashley interpreterà “ABWUN”, il Padre Nostro così come Gesù lo insegno ai suoi discepoli.
La mostra sarà aperta fino al 30 ottobre, con il seguente orario: Lunedì-Giovedì (16-19) e Venerdì-Sabato (10 – 12.30).


UFFICIO STAMPA
MARIA MADRE PROVVIDENZA ONLUS

MARCO MARGRITA
comunicazione.ba@libero.it
 
333-8489037






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23 agosto 2008

SEMPLICEMENTE, BUON COMPLEANNO

Un quarto di secolo ed un quarto di vita,
sembrano confliggere.
Oggi, che è più giorno e
più segno.
In questa                    distanza,
in tutte le          distanze         che stoltamente ho costruite.
Prima;
prima di questa sconfitta.
Della sconfitta,
tale e reale, ma non disperata.
Prima,
quando l'Inizio ancora pulsava d'Infinito.
Solo, distante, altro ed altrove
oggi. Forse sempre.
Non per sempre,
l'esserci stato vale.
Ora e sempre, per sempre.
Buoni giorni e grande vita,
ché sei grande,
nei giorni e nella vita.
Un abbraccio,
semplicemente...




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11 giugno 2008

EVENTO - MARCO MARGRITA PRESENTA (SABATO 14 GIUGNO) IL PRIMO LIBRO SULLA STORIA DI TRANA

 " Trana. Frammenti di storia e di vita"
(Lazzaretti Editore)

di Stefano Barone ed Ezio Capello

sarà presentato,
presenti gli autori e l'editore Aldo Lazzaretti,

da Marco Margrita

sabato 14 giugno, alle 21,
presso il Salone "Centro per Cento"
(ex - Dopolavoro)




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23 aprile 2008

MONVISO - IL PREMIO SAN GIORGIO

 Il Premio San Giorgio

Momenti di cultura internazionale


Domenica 20 aprile è decollata ufficialmente la rassegna culturale-ricreativa della Tigulliana-Events 2008, che si protrarrà fino all'autunno, in un colorato alternarsi di manifestazioni, concorsi, mostre e iniziative varie, mentre artisti, fotografi, musicisti, associazioni solidali, vaticanisti, personalità politiche si avvicenderanno sullo sfondo fiorito e spumeggiante di Santa Margherita Ligure. Attesissimo Mario Capanna, per ricordare il 1968,e probabile l’arrivo di Magdi Allam. Poi ci sarà la rassegna dei romanzi rosa\noir: tra gli ospiti, il torinese Piero Soria.

Marco Delpino, presidente dell'A.N.P.A.I., aiutato dal suo vice Silvio Landriani; da Felice Migone, presidente dell'Associazione "Liguri nel Mondo" (che ha elogiato il presidente onorario, residente a San Francisco) ; e dalla Dott.ssa Gabriella Huger Ricci, specialista svizzera nel settore dell'estetica, ha premiato circa 25 poeti, scrittori, pittori provenienti da tante Regioni e da diverse nazioni ( Usa, Montecarlo, Romania). Il Premio Internazionale "San Giorgio", Oscar della cultura europea, è giunto così alla sua quarta edizione, coinvolgendo Telepace e varie emittenti famose. San Giorgio è il patrono di Genova e di Portofino, nonché il protettore degli Scouts. La tradizione vuole che ai tempi dell'imperatore Costantino sconfiggesse un terribile drago (simbolo del male, delle ingiustizie). La targa in ceramica del "Premio San Giorgio 2008", consegnata a ogni partecipante, è opera dello scultore napoletano Giovanni Buccino. In un'epoca cruciale, mentre abbiamo più che mai bisogno di sicurezza, sono stati premiati per il loro zelo i Carabinieri del posto.

Dopo l'incontro, pranzo ligure eccezionale da "Antonio". Insuperabili i coniugi Federica e Marco Delpino, che da decenni promuovono con squisita sensibilità meeting capaci di unire persone di età e mentalità differenti, riuscendo a valorizzare le capacità di ciascuno, favorendo amicizie, contatti, fitti dialoghi.

Il Premio San Giorgio ha coinciso con i miei vent'anni di professione come giornalista: è stato bello soggiornare per due giorni nella pittoresca cittadina di S. Margherita, ospite dell'Hotel Riviera, dove la più schietta cortesia è di casa, mentre accoglienza e simpatia costituiscono un binomio irresistibile,www.nuovariviera.com; passeggiare senza premura nei vicoli caratteristici, dove palpitano profumi genuini; esplorare negozi eno-gastronomici altamente specializzati come Seghezzo e contemplare il mare azzurro accarezzato dal sole. Arrivederci a presto !!



Edi Morini




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7 aprile 2008

IO VOTO "ABORTO? NO, GRAZIE!" . CON GIULIANO, CON LIETA BALDANZA, ALLA BATTAGLIA CULTURALE PER LA VITA

Sembra di qualche interesse, visto che anche gli amici mi hanno attribuito le più fantasiose opzioni elettorali (sulle post-elettorali nulla dico, se non che nulla degli attuali “cartelli in forma di partito” resterà e che nulla, proprio nulla, di nuovo in questi vedo); pare interessare, nel nostro Stagno (le nostre Valli, dove il gracidare giunge, a volte almeno, a livelli da inquinamento acustico), dove andrà a finire la mia croce domenica prossima. Ed allora eccolo il endorsement, almeno per la Camera: voterò la “pazza lista”. Invito gli amici a fare altrettanto.
Ho scelto la lista “Aborto? No Grazie”. Mi sembra intuibile, ma… il fatto che su “Il Sasso nello Stagno” capeggiasse, da una settimana e più, il logo della lista di Giuliano Ferrara, a molti non è sembrato un segnale sufficientemente eloquente. E forse avevano ragione, è sempre bene motivare le proprie scelte. Offrire delle ragioni. Ed allora, se siete davvero interessati, ecco perché voterò la lista “per la moratoria dell’aborto”.
Il mio percorso politico, non l’ho mai nascosto, è partito da sinistra. Gli anni giovanili e la rabbia verso il mondo che li caratterizzano, la “rossa egemonia” della e nella scuola (per reazione, ora le due cose hanno trovato una loro “maanchista sintesi”, il neutralismo parolaio e borghese dei conservatori), la fretta di farsi (credersi) padroni di se stessi, la cattiva teologia (quella cosiddetta “della liberazione” e l’altra, ancor più mortifera, della rassegnazione debolista) propalata dai catto-comunisti. Le manifestazioni, la kefiah, il conformismo della trasgressione stabilita, “Il Manifesto” e – addirittura! – “Socialismo o barbarie”. Ancor più addirittura “il comunismo da sacrestia”. Tutta roba abbastanza scontata, che allora mi pareva di grande utilità per cambiare il mondo (non erano ancora, per l’extrasinistra, i tempi onirico-segaioli all’insegna dello slogan: “un altro mondo è possibile!”). Ero tronfio, convito che la cultura vera fosse una e da una sola parte. Non la sola cultura, piuttosto – lo capii dopo – una sòla di cultura…
Di quell’esperienza conservo prezioso un insegnamento (tenetelo a mente, c’entra molto con l’opzione elettorale): un robusto disprezzo per le cose banali, per l’ovvio, la necessità dei “perché” (affermativi e dubitativi).
C’è stato poi l’incontro, il nuovo incontro e l’incontro nuovo (che mi ha fatto, senza alcun merito, nuovo) con il Fatto Cristiano. L’incontro skassato, nello stile stranocristiano, con Comunione e Liberazione. Un’ora di religione, un brano de “Il rischio educativo”, la lettura famelica (forse troppo ingorda e solitaria, ma liberante) di tutto ciò che trovassi di scritto da don Giussani. Da allora, un’appartenenza travagliata, viva, innamorata al movimento a cui dovevo la Vita (Cristo, Mistero Incarnato, è la Vita).
La politica non l’ho mai schifata, come tanti e troppi chierici e loro supporter clericali (magari grilleggianti ante litteram) insegnavano a fare, per mantenere le “mani pulite”. Aveva (ha, il vero pensiero non passa) Maritain: “dicono di avere le mani pulite, semplicemente non hanno mani”.
Non sono mancati gli errori, la tentazione (sempre presente) di credere che Gramsci abbia vinto e non piuttosto che… “la prima politica è vivere”.
Non mi piacciono le mediazioni, i compromessi all’insegna del bizantinismo, le mille maschere dell’irenismo imbelle. Occorre dare battaglia! In questo anche il “rosso passato” viene positivamente trasfigurato e ricapitolato.
La questione antropologica, i “valori non negoziabili” sono la trincea. La difesa dell’amore e del buonumore, che il Potere nemico dell’uomo (Il Post-moderno) ha dichiarati eretici. Questa è la lotta in cui vale impegnarsi!
Non c’è “voto utile” (che formula deteriore, da “dittatura della maggioranza”!), piuttosto la scelta– parafrasando Bobin, che riferiva alla parola di Cristo – tra un voto vano ed un voto folle. Ed gran lunga miglior il secondo!
Scelgo, quindi, di votare – coerentemente con l’impegno da “soldato semplice” nella grande vittoria astensionistica al referendum sulla vita e nell’avventura Family Day- la “lista pazza” (viva, vera, con “lieta baldanza”) “Aborto? No, grazie!”. Per sostenere e combattere una battaglia laica, e pure un po’ di sinistra (se solo la sinistra fosse ancora di sinistra).
Ecco, per quel che vale, con la consapevolezza che dal 15 aprile occorre tornare a lavorare – qui in Val Susa - per “il polo del buon senso”, battaglia non meno rivoluzionaria, il mio endorsement. Lanciato, come non potrebbe non essere, come “un sasso nello stagno”. Sperando, un po’ cattivo, di centrare qualche “rana gracidante”. Io solo metaforicamente (lascio agli ebeti il lancio di oggetti e la logica amico-nemico).
Insomma. Un voto, libero e consapevole, a Giuliano ed alla sua coraggiosa lista, che come dice il NYT è l’unica cosa nuova ed interessante accaduta in Italia.

Marco Margrita 





 






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23 marzo 2008

BUONA PASQUA DI RESURREZIONE!

Beato Angelico, La Risurrezione e le Marie al Sepolcro, Museo San Marco, Firenze

Don Giussani: Cristo contro il nulla


L’uomo davanti al Mistero, la sua fragilità abbracciata e redenta Il desiderio e la preghiera. Una meditazione tenuta nel 1992 dal fondatore di Cl.
 
"Il cristianesimo è l'esaltazione della realtà concreta. Senza la resurrezione c'è una sola alternativa: il niente, tutto è illusione, siamo ingannati. Ma nella luce di Pasqua che irradia il nostro vivere il reale si rigenera"

 "Mai la parola chiedere, pregare, supplicare diventa così decisiva come di fronte al Risorto Domandare, questa è la ricchezza più grande"

di Luigi Giussani

Pubblichiamo alcuni passaggi di una conversazione svolta da don Luigi Giussani a un ritiro ell'associazione «Memores Domini» a Riva del Garda, il 16 maggio 1992.

Il Mistero non è l'ignoto; è l'ignoto in quanto diventa contenuto di esperienza sensibile. È un concetto molto importante: per questo si parla del mistero dell'Incarnazione, del mistero dell'Ascensione, del mistero della Risurrezione. Dio come Mistero sarebbe un'immagine intellettuale se ci si arrestasse alla frase così come è detta: "Dio è Mistero". Il Dio vivente è il Dio che si è rivelato nell'Incarnazione: nella morte e nella Risurrezione di Cristo. Il Dio vero è Colui che è venuto tra noi, reso sensibile, toccabile, visibile, udibile.
Comunque, è ben vero che il Mistero non può essere posseduto: è oggetto di esperienza ma non può essere posseduto, cioè misurato, esaurito, abbracciato nella sua totalità. Ma è altrettanto vero che è posseduto. Il Verbo di Dio, fatto seme nel seno della Madonna, la Madonna lo possedeva; fatto bambino, giovane, uomo, la Madonna come madre lo possedeva, come donna che era sua madre lo possedeva. È un possesso inesauribile e, perciò, non può che essere vissuto nell'umiltà. Quell'umiltà che dovrebbe riverberarsi poi ed è l'unica sorgente da cui si può riverberare tra l'"io" e il "tu" umano: tra una persona e un'altra persona, perché l'altro sorge da Dio. (…)
Il Mistero si è reso sperimentabile, si è reso presenza nella storia dell'uomo. Proviamo a pensare a quello che abbiamo detto nelle Lodi: "Dio ordina a tutti gli uomini di tutti i luoghi di ravvedersi, poiché egli ha stabilito un giorno nel quale dovrà giudicare la terra con giustizia per mezzo di un uomo che egli ha designato, dandone a tutti prova sicura col risuscitarlo dai morti". La resurrezione è il culmine del mistero cristiano. Tutto è stato fatto per questo, perché questo è l'inizio della gloria eterna di Cristo: "Padre, è venuta l'ora, glorifica il Figlio tuo". Tutto e tutti abbiamo un senso in questo avvenimento: Cristo risorto. La gloria di Cristo risorto è la luce, il colorito, l'energia, la forma del nostro esistere, dell'esistere di tutte le cose.
La centralità della resurrezione di Cristo è direttamente proporzionale alla nostra fuga, come da un incognito, alla nostra smemoratezza di essa, alla timidezza con cui pensiamo alla parola e ne siamo come rimbalzati via: a ciò è direttamente proporzionale la decisività della resurrezione, come proposizione del fatto di Cristo, come contenuto supremo del messaggio cristiano, nel quale contenuto si avvera quella salvezza, quella purificazione dal male, quella rinascita dell'uomo, per cui Egli è venuto.

È nel Mistero della resurrezione il culmine e il colmo dell'intensità della nostra autocoscienza cristiana, perciò dell'autocoscienza nuova di me stesso, del modo con cui guardo tutte le persone e tutte le cose: è nella resurrezione la chiave di volta della novità del rapporto tra me e me stesso, tra me e gli uomini, tra me e le cose. Ma questa è la cosa da cui noi rifuggiamo di più. È come la cosa più, se volete, anche rispettosamente, lasciata da parte, rispettosamente lasciata nella sua aridità di parola intellettualmente percepita, percepita come idea, proprio perché è il culmine della sfida del Mistero alla nostra misura. (…)
Il cristianesimo è l'esaltazione della realtà concreta, l'affermazione del carnale, tanto che Romano Guardini dice che non c'è nessuna religione più materialista del cristianesimo; è l'affermazione delle circostanze concrete e sensibili, per cui uno non ha nostalgia di grandezza quando si vede limitato in quel che deve fare: quel che deve fare, anche se piccolo, è grande, perché dentro lì vibra la Risurrezione di Cristo. "Immersi nel grande Mistero". È sperperare qualche cosa dell'Essere, dilapidare l'Essere della sua grandezza, della sua potenza e della sua signoria; è lentamente svuotare di contenuto e far appassire l'Essere, Dio, il Mistero, l'Origine e il Destino, se noi non ci sentiamo immersi in questo Mistero, nel grande Mistero: la Risurrezione di Cristo. Immersi come l'io è immerso nel "tu" pronunciato con tutto il proprio cuore, come il bambino quando guarda la madre, come il bambino sente la madre. L'intelligenza del bambino bisogna che sia recuperata in noi. Si chiama "fede" l'intelligenza umana quando, rimanendo nella povertà della sua natura originale, è tutta riempita da altro, poiché in sé è vuota, come braccia spalancate che hanno ancora da afferrare la persona che attendono. Non mi posso concepire se non immerso nel Tuo grande Mistero: la pietra scartata dai costruttori di questo mondo, o da ogni uomo che immagina e progetta la sua vita, si è fatta pietra d'angolo su cui solo si possa costruire. Questo Mistero, Cristo risorto, è il giudice della nostra vita; Egli, che la giudicherà tutta alla fine, la giudica di giorno in giorno, di ora in ora, di momento in momento, senza soluzione di continuità. Voglio sottolineare che questo "vederLo" come il Risorto, questo riconoscere ciò che è accaduto di Lui, di Lui morto, è un giudizio: sei risorto, o Cristo. "Cristo è risorto" è un giudizio, perciò è un gesto, un atto dell'intelletto che sfonda l'orizzonte normale della razionalità e afferra e testimonia una Presenza che da tutte le parti oltrepassa l'orizzonte del gesto umano, dell'esistenza umana e della storia. (…)

È per grazia che noi possiamo riconoscerlo risorto e che noi possiamo immergerci nel suo grande Mistero; è per grazia che noi possiamo riconoscere che, se Cristo non fosse risorto, vano è tutto, vana è la nostra fede, cioè, diceva san Paolo, vana è la nostra affermazione positiva, sicura, gioiosa, vano è il nostro messaggio di felicità e di salvezza, e "voi siete ancora nei vostri peccati", cioè nella menzogna, nel non-essere, nel non riuscire ad essere.
Senza la resurrezione di Cristo c'è una sola alternativa: il niente. Noi non pensiamo mai a questo. Perciò passiamo le giornate con quella viltà, con quella meschinità, con quella storditezza, con quell'istintività ottusa, con quella distrazione ripugnante in cui l'io si disperde. Così che, quando diciamo "io", lo diciamo per affermare un nostro pensiero, una nostra misura (chiamata anche "coscienza") o un nostro istinto, una nostra voglia di avere, un nostro preteso, illusorio possesso.

Al di fuori della resurrezione di Cristo, tutto è illusione: ci gioca. Illusione è una parola latina che ha come ultima sua radice la parola "gioco": siamo giocati, giocati dentro, illusi. Ci è facile guardare tutto lo sterminato gregge degli uomini nella nostra società: è la grande, sterminata presenza della gente che vive nella nostra città, della gente che vive vicino a noi nella parrocchia, nella Chiesa, della gente più strettamente vicina a noi nella casa. E noi non possiamo negare di sperimentare questa meschinità, questa grettezza, questa storditezza, questa distrazione, questo smarrirsi totale dell'io, questo ricondursi dell'io ad affermazione accanita e presuntuosa del pensiero che viene (chiamandolo "voce" o "verità della mia coscienza") o dell'istinto che pretende afferrare e possedere una cosa che lui decide essergli piacevole, soddisfacente, utile. (…)
Mai la parola chiedere, pregare, domandare diventa così decisiva come di fronte al Mistero di Cristo risorto. Per immergerci nel grande Mistero dobbiamo supplicare, domandare: domandare, questa è la ricchezza più grande. Come l'intelligenza più grande è affermarlo, così l'affettività più ricca è domandarlo, il realismo più intenso e più drammatico è domandarlo. (…)
Se il tuo desiderio è davanti a lui [il Mistero], lui che vede nel segreto lo esaudirà. Il tuo desiderio è la tua preghiera [la tua domanda]; se continuo è il tuo desiderio, continua è pure la tua preghiera. L'Apostolo infatti non a caso afferma: "Pregate incessantemente" (1Ts 5,17). S'intende forse che dobbiamo stare continuamente in ginocchio o prostrati o con le mani levate per obbedire al comando di pregare incessantemente? Se intendiamo così il pregare, ritengo che non possiamo farlo senza lunghe interruzioni. Ma v'è un'altra preghiera [un'altra domanda], quella interiore; e questa è senza interruzione ed è il desiderio. Qualunque cosa tu faccia, se desideri quel sabato [che è il grande giorno di Cristo], non smetti mai di pregare. Se non vuoi interrompere di pregare, non cessare di desiderare. (…)

Che cosa accade di fronte alla grazia che rende la nostra intelligenza e la nostra affettività capaci di sperimentare l'immergersi nel Mistero di Cristo risorto? Che cosa accade immergendoci nel grande Mistero di Cristo risorto? Che cosa accade, fondamentalmente, quando la grazia ci è data come intelligenza e come affettività, quando la grazia ci rende credenti? Quello che accade "fondamentalmente" perché è la pietra angolare, su cui si costruisce tutto, quella che ci viene data per questa grazia credo ci sia una parola che lo esprime: è la parola "luce". Immaginiamoci, dunque, la notte; una notte fonda, senza luna e con le stelle oscurate dalle nuvole, una notte oscura. Immaginiamoci, improvvisamente, il sole. Paragoniamo le due cose: è sorto il mondo, non c'era ed è sorto, definito nei suoi particolari, nei fili d'erba, nel fiorellino del campo, nell'uccellino che cade come nel Benedicite alle Lodi: il cielo e la terra, il vento e la pioggia, il sole e il calore. Nasce il mondo in questa luce gettata sulla nostra esperienza della realtà, in questa luce che si irradia, che irradia tutto il nostro vivere, cioè tutto il nostro rapporto con il reale: il reale si rigenera, il reale rinasce, è generato, si rigenera. Non per nulla il Battesimo era dato a Pasqua, e il Battesimo è "nascere di nuovo", un nascere diverso, una "nuova creatura", la vera protagonista della storia, anche se fosse sola e uccisa: Cristo.

L'immagine: Beato Angelico, La Risurrezione e le Marie al Sepolcro, Museo San Marco, Firenze




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25 febbraio 2008

FAMILY DAY. CENTO PIAZZE ED UNA PETIZIONE: MENO TASSE PER CHI HA FIGLI!

Domenica 2 marzo torna il Family Day. In cento piazze d’Italia, un momento pubblico per lanciare la raccolta firme per un fisco family-friendly. Il popolo del Family day torna a far sentire la propria voce ed a reclamare l’attenzione della politica e delle Istituzioni sulla famiglia. Una grande mobilitazione nazionale con un duplice obiettivo: un fisco giusto per le famiglie e le politiche regionali per la famiglia. La mobilitazione coinvolge le cinquanta associazioni del Forum delle Associazioni Familiari, i venti Forum regionali e le altre associazioni che lavorarono per l’evento del 12 maggio dello scorso anno in piazza San Giovanni. Un movimento vasto, laico e realista, consapevole (più di tanta politica chiacchierante) del valore che la famiglia (“società naturale, cellula fondamentale della società”) e della necessità di azioni sociali e politiche capaci di valorizzare questo patrimonio.
In particolare, il movimento della-per-con la famiglia si concentra sul tema del “sistema di tassazione delle famiglie”. Non una battaglia di egoismo, al contrario la richiesta di un “passaggio culturale che non si limiti a considerare l’equità verticale (chi più ha più paga) ma anche un’equità orizzontale per cui, a parità di reddito, chi ha figli da mantenere non debba pagare le stesse tasse di chi non li ha. Questo perché i figli sono speranza di futuro, un coraggioso investimento sul futuro”.
Il Forum illustra le sue ragioni partendo dalla formulazione del concetto della sovranità della famiglia. “Le trasformazioni epocali del nostro tempo – scrivono in un “quartino” che illustra le buone ragioni per firmare la petizione - coinvolgono e quasi trascinano via uno dei concetti cardine della scienza politica: l’idea di sovranità. Oggi appare urgente mettere a tema non solo la sovranità della persona, ma anche il concetto di famiglia come società sovrana, che viene prima dello Stato e del mercato, e come tale gode di diritti sociali propri anche in relazione al concorso alla spesa pubblica”. Una forte riaffermazione del principio di sussidiarietà, quindi: precedenza del risparmio fiscale (deduzioni-detrazioni) rispetto all’assistenza pubblica (assegni famigliari). La sfida è il riconoscimento del ruolo e della ricchezza che la famiglia in sé è, nella concretezza delle sue dinamiche e presenze. “Le risorse ricevute dallo Stato – scrivono ancora le associazioni del Forum – non consentono, nell’uso delle stesse, lo stesso grado di libertà delle risorse autonomamente guadagnate”, quindi va evitato ogni riduzione della famiglia a soggetto assistito. La vera questione italiana (partendo da una seria ed adeguata considerazione del diritto-dovere costituzionale al mantenimento ed educazione dei figli) è il riconoscimento dei carichi fiscali: chi ha figli, considerando quanto irrisorie sono le detrazioni per questo fatto, sommando tassazione diretta ed indiretta, è molto facile che finisca per pagare di più. Lo Stato, insomma, rischia di determinare un sistema che scoraggi le famiglie ad avere figli; in questo modo condannandoci ad un futuro di progressiva estinzione. “Riconoscere, quindi, - continua il volantino del Forum – l’effettiva consistenza dei carichi famigliari è il portale d’ingresso di ogni politica famigliare. Senza una verà equità fiscale, che riconosca fin dall’inizio alla famiglia la sua centralità nel lavoro di cura ed educazione dei figli, le politiche famigliari diventano una corsa affannosa - e quasi sempre improduttiva – alla ricerca di interventi che dovrebbero restituire alle famiglie quello che prima si è ingiustamente prelevato. Con il risultato che tutti possiamo vedere: provvedimenti incerti ed effimeri, complicati da capire e da attuare, il cui costo di erogazione è talvolta superiore al beneficio erogato”. Insomma, serve – per il bene comune ed un futuro di sviluppo integrale del nostro Paese – un fisco “a misura di famiglia”. Su questa piattaforma molto concreta si attivano i tanti gruppi nazionali e locali dell’associazionismo famiglia. Dal 2 marzo fino a metà aprile è possibile firmare e far firmare la pezione. Dal Family Day alla “Family-friendly society”.

Informazioni, testi e moduli: www.forumfamiglie.org  


Il Forum delle Associazioni Familiari del Piemonte, presieduto da Gigi Lombardi, è attivo tanto sulla petizione quanto sulla proposta del Family Day. Il 2 marzo, nelle piazze Palazzo di Città e San Carlo, due banchetti per la presentazione e la raccolta delle firme sulla petizione. Inoltre, si daranno notizie ed informazioni sul Forum e sulle associazioni che lo compongono. Mobilitazione anche a livello locale, grazie ai referenti di movimenti ed associazioni, si è già avviata la raccolta delle firme. Previsti nelle prossime settimane banchetti in Val Susa e Val Sangone. Per informazioni ed adesioni: www.asnifampiemonte.org  

                                IL TESTO DELLA PETIZIONE
- Mantenere ed educare i propri figli è, per la famiglia, oltre che un obbligo morale e naturale anche un diritto-dovere costituzionale. - Per questo la grande questione fiscale oggi in Italia è il sistema di tassazione delle famiglie. Un fisco ingiusto significa famiglie povere, famiglie che non ce la fanno, figli che non nascono. Un Paese che non si rinnova. Le famiglie sono fortemente penalizzate, perchè non si tiene veramente conto dei carichi familiari.
- Va quindi introdotto un sistema fiscale basato non solo sull'equità verticale (chi più ha più paga), ma anche sull'equità orizzontale per cui, a parità di reddito, chi ha figli da mantenere non deve pagare, in pratica, le stesse tasse di chi non ne ha.
- Il reddito imponibile deve dunque essere calcolato non solo in base al reddito percepito, ma anche in base al numero dei componenti della famiglia.
Chiediamo, quale primo passo verso una vera equità fiscale, un sistema di deduzioni dal reddito pari al reale costo di mantenimento di ogni soggetto a carico, sulla base delle scale di equivalenza, indipendenti dal reddito, che gli studiosi hanno da tempo identificato.
- Questo sistema è semplice, di immediata applicazione, mantiene intatta la progressività del prelievo, può sostituire migliorandolo l'attuale complicato sistema di detrazioni. Il problema di coloro che non godrebbero delle deduzioni, a causa di redditi troppo bassi, i cosiddetti incapienti, si può facilmente risolvere introducendo l'imposta negativa, un'integrazione al reddito pari alla deduzione non goduta.
- In questo modo, nell'ambito di una futura, complessiva riforma del sistema fiscale, sarà possibile prevedere anche l'introduzione di strumenti, quale il quoziente familiare, che abbiano alla base, come soggetto imponibile, non più l'individuo ma il nucleo familiare.


Materiali a cura di
Marco Margrita
(Ufficio Stampa Forum delle Associazioni Familiari Piemonte)
333-8489037




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20 febbraio 2008

L'A.GE. ALTA VAL SUSA OSPITA PAOLO CREPET

Conferenza di Paolo Crepet

L'Assessorato al Commercio e l'Assessorato alla Cultura del Comune
di Sauze d'Oulx in collaborazione con l'A.G.E., organizzano
un incontro dibattito di particolare importanza e interesse.
Il tema "Affidi e adozioni, l'incomunicabilità generazionale"
sarà affrontato e discusso dal famoso Psichiatra Paolo Crepet.

Paolo Crepet, ormai famoso a livello internazionale e spesso
ospite della trasmissione televisiva Porta a Porta,
torna in Alta Valle di Susa per la seconda volta.




Dove
Sauze d'Oulx
Teatro Comunale
Via della Torre


Quando
il 21-02-2008
ore 21,00




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19 gennaio 2008

21 GENNAIO - TORINO, PALAZZO BAROLO - PRESENTAZIONE LIBRO "FURORE GIACOBINO" di LUCA VOLONTE'

 



La S.V. è invitata alla presentazione del volume

"Furore giacobino"

Ed. Aliberti


di Luca Volonté

Capogruppo UDC - Camera dei Deputati



Introduce

On. Sen. Maurizio Eufemi

Intervengono:


- S.E. Mons. Luigi Negri, Vescovo di San Marino - Montefeltro

- Prof. Sen. Rocco Buttiglione, Presidente UDC

- Rev. Prof. Salvatore Vitiello, Docente di Teologia - Università Cattolica del S. Cuore

- Dott. Ernesto Olivero, Fondatore del Ser.mi.g.



Sarà presente l'autore



Lunedì 21 gennaio 2008 - Ore 18.00

Palazzo Barolo

Via delle Orfane, 7 - Torino

R.S.V.P. 06. 67063133 - 011. 5162973




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